La Lancia Fulvia copué 1,6 HF alla Cesana-Sestriere

La vera reginetta dei rally

Con la vittoria al "Monte" del 1972 ha avvicinato e appassionato gli italiani ai rally, posando i primi mattoni di un grandioso castello di vittorie, iniziato con la Fulvia e proseguito con: Stratos, Rally 037, Delta S4 e Delta Gruppo A. Per FCA Heritage far correre la Cesana-Sestriere proprio alla mitica n°14, l’esemplare che vinse allora, è un dovere nei confronti del pubblico che non ha mai smesso di amarla.


La Lancia Fulvia nasce nel 1963 in stretta parentela con la più grande Flavia dalla quale eredita alcune parti, costruita intorno a un telaietto anteriore che sostiene tutta la meccanica. Con sospensioni indipendenti con molla a balestra trasversale all’avantreno e assale rigido su molle a balestra al retrotreno, la Fulvia monta freni a disco sulle quattro ruote. Il motore anteriore, posto a sbalzo davanti alle ruote, è un compatto 4 cilindri a V stretto posizionato sul lato sinistro ed inclinato di 45°. La trazione è anteriore e il cambio, inizialmente a quattro marce, diventa poi a cinque rapporti.

 La Fulvia Coupé, nasce due anni dopo, dal disegno di Piero Castagnero che, ispirandosi ai motoscafi Riva, crea una elegante e brillante vetturetta 2+2 accorciando il passo e creando un abitacolo luminoso, con parabrezza e lunotto molto più inclinati rispetto alla berlina. La prima Coupé monta un 4 cilindri di 1216 cm3 da 80 cavalli, che presto passa a 1.3 per raggiungere i 1.6 litri. L’eleganza che la contraddistingue non impedisce alla “HF Squadra Corse” di impiegarla nelle competizioni, in particolare nei rally, stimolandone così la crescita.

Dalla Fulvia Coupé nascono così le versioni HF, destinate alle corse: vetture un po’ più essenziali nelle rifiniture, prive di paraurti, dotate di porte e cofani in alluminio e di motori potenziati. La prima HF nasce col motore 1216 cm3 portato a 88 cavalli, con cambio a 4 marce (435 esemplari dal ’66 al ’67); a cui segue la 1.3 HF coi parafanghi allargati: 101 Cv (882 esemplari tra il ’68 e il ’69, sugli ultimi si sperimenta il cambio a 5 marce). Nel 1969 arriva la 1.6 HF detta Fanalone (o Fanalona) per gli originali fari abbaglianti di maggiori dimensioni: 115 cavalli (130 con la variante 1016) costruita in 1258 esemplari, più venti riservate alla Squadra Corse quando già era in commercio la seconda serie. Le Fulvia Coupé 1600 HF seconda serie, senza più parti in alluminio e per la maggior parte in versione “Lusso”, sono in tutto 3690, prodotte dal 1970 al 73.

L’esordio nelle corse di una Fulvia Coupé è al Tour de Corse del 1965 con Leo Cella, ma l’apoteosi della celebrità è la vittoria al Rally di Montecarlo dei 1972, quando Sandro Munari e Mario Mannucci con la Lancia Fulvia Coupé 1.6 HF n°14 agguantano la vittoria che vale una carriera.


Amaranto Montebello, con fascia gialla e blu (i colori di Torino) che attraversa longitudinalmente cofano, tetto e baule. Così sono tutte le 1.2 e 1.3 HF, ma anche le prime 1.6 HF, poi perlopiù rosso Corsa. Per tutti però è rossa col cofano nero opaco per annullare i riflessi. Con quella livrea la mitica HF n°14 strapazza le più potenti e agili concorrenti sul Col de Turini il 28 gennaio 1972. 

Tra pioggia vento e neve lo squadrone francese alza bandiera bianca, mentre le tedesche pagano il prezzo dell’eccessiva potenza. Sui ghiacciati tornanti del Turini, la "Fulvietta" di Munari/Mannucci risulta imbattibile, mentre la vittoria di squadra viene coronata dal quarto posto di Lampinen/Andreasson e dal sesto di Barbasio, navigato da Pierino Sodano. Una notte memorabile, giunta quando oramai la Fulvia aveva corso tanto e dato molto: ma quello del “Monte” del ’72 fu un colpo di coda che diede uno slancio a tutta la Lancia, innalzando le vendite e rendendo popolare uno sport che stentava a farsi largo nel pubblico italiano. 

La Fulvia 1.6 HF comincia a vincere nel 1969: con Barbasio all’Elba Rally e con Kallstrom in Spagna e al RAC, poi sono moltissime le partecipazioni e le vittorie, fino oltre il 1973. Perfettamente conservata, ancora coi segni di quella notte sulla carrozzeria, la mitica HF 1.6 regala emozioni a piloti e soprattutto al pubblico di appassionati, distribuito lungo il percorso ma soprattutto assiepato sulla collinetta sopra all’ultimo tornantone destro, poco prima dell’arrivo a Sestriere.

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