Dalle curve alle linee tese

Carabo, concept car rivoluzionaria

Reinterpretare un’opera d’arte come l’Alfa Romeo 33 Stradale non è facile, ma dalla matita di Marcello Gandini esce un capolavoro. Totalmente differente dalla coupé disegnata da Scaglione ma ugualmente importante per la storia e l'evoluzione dell'auto sportiva.


Il 31 Agosto 1967 dal genio di Franco Scaglione nasce l' Alfa Romeo 33 Stradale: una delle auto più affascinanti di sempre, creata trasferendo su una vettura da strada la straordinaria meccanica delle “Tipo 33”, che in quegli anni conquistano una vittoria dopo l'altra in pista. La splendida creatura di Scaglione - realizzata dalla carrozzeria Marazzi - è una leggera, veloce e potente coupé tutta curve e sensualità

L’anno successivo la carrozzeria Bertone affida al giovane Marcello Gandini il compito di interpretare la splendida meccanica delle 33 - caratterizzata dal V8 due litri in posizione centrale posteriore - chiedendogli di creare un vestito differente e alternativo alla sinuosa coupé disegnata da Scaglione.

Gandini invece del compasso utilizza il righello, e disegna un perfetto cuneo basso e filante in cui iscrive un’automobile con portiere ad apertura verticale. La bassa linea a cuneo, i fari a scomparsa e le porte non convenzionali rivoluzionano l’idea della concept car a motore centrale influenzando gli stilemi delle sportive fino agli anni Ottanta, anche grazie al contributo di due successivi capolavori firmati da Gandini: la Lancia Strato's Zero e la Maserati Khamsin.

ALFA ROMEO CARABO - 1968
ALFA ROMEO CARABO - 1968
ENGINE
V8 (90°) central-posterior longitudinal 2-DOHC, 1995 cm³
POWER
230 HP @ 8.800 rpm
SPEED
250 km/h
WEIGHT
700 kg
DESIGN
Marcello Gandini for Bertone
TYPE OF BODY
Coupé

Il nome Carabo proviene dalla colorazione, e in parte anche dalla forma, che richiama un piccolo coleottero verde.


Gandini colora la sua creatura di verde luminescente a cui aggiunge solo del nero per coprire il motore e le parti inferiori. La sottile parte iniziale del cofano anteriore è arancione fosforescente, mentre i vetri dorati sono a specchio.

Il nome Carabo deriva proprio dal coleottero Carabus Auratus, dello stesso verde cangiante con riflessi dorati proprio come la vetratura dell’originalissima Alfa Romeo carrozzata da Bertone, mentre il profilo del cofano arancione richiama le zampe e le antenne del variopinto insetto.

Prodotto in pochissimo tempo, circa dieci settimane, viene realizzato un unico esemplare che appartiene alla collezione di FCA Heritage e che è tra le perle protagoniste del Museo Storico Alfa Romeo di Arese.

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