Lancista si nasce… e si diventa.

L'esemplare numero 1 della Lancia Delta HF Club Hi-Fi riassume la storia di una famiglia di Lancisti DOC.

La passione può essere genetica? Ascoltando la storia di Dino Tecchio e di suo padre, non ci sono dubbi. La loro fedeltà al marchio Lancia si è tradotta in una scuderia personale composta da alcuni tra i modelli più significativi della Casa torinese, dove spicca la rarissima Lancia Delta HF Club Hi-Fi.


L'edizione limitata Club Hi-Fi della Lancia Delta HF Integrale è stata prodotta in soli 20 esemplari nel 1994 per premiare la grande fedeltà degli iscritti al Club Hi-Fi, il più prestigioso dei sodalizi del marchio, riservato ai clienti che avevano acquistato almeno dieci vetture Lancia nuove. L'auto era disponibile in blu scuro oppure rossa e presentava una livrea contrassegnata dalla celebre banda giallo/blu su cofani e tetto: un richiamo ai colori araldici di Torino, divenuto segno distintivo delle Lancia più sportive sin dai tempi della Fulvia HF. Gli interni della vettura erano sellati in elegante pelle marrone e una targhetta alla base della leva del cambio riportava il numero seriale, sottolineando ulteriormente l'esclusività del modello. L'esemplare numero 1 di questa magnifica vettura in serie limitata appartiene a Dino Tecchio, un Lancista di lunga data.

La famiglia Tecchio è da sempre legata al marchio Lancia. Dino ricorda con affetto le meravigliose Ardea, Appia, Flavia e le altre sette vetture Lancia acquistate consecutivamente da suo padre, che gli permisero di entrare a pieno diritto nel prestigioso Club Lancia Hi-Fi

Quando è venuto a mancare il padre, la passione di Dino per le automobili Lancia non si è esaurita. Tutt'altro. Il suo garage ha ospitato una dopo l'altra le Fulvia 2C e GT, poi la Fulvia coupé, la Beta, la Thema, la monovolume Z, la Thesis ed altre vetture Lancia che gli hanno permesso di ripercorrere i passi del padre ed entrare nel Club Hi-Fi.

E proprio la partecipazione al club gli ha consentito di accedere all'offerta esclusiva riservata agli iscritti dell' "Hi-Fi" nel 1993.

La Lancia Delta, dopo una carriera incredibile, stava uscendo di produzione. La Casa madre aveva deciso di celebrarne il successo creando un allestimento specifico, proposto in vendita esclusivamente ai membri del Club Hi-Fi.


Appena ricevuto il fax che presentava la nuova Lancia Delta HF in edizione limitata, Dino non ci ha pensato due volte. Lo ha controfirmato per confermare il proprio interesse e lo ha rispedito al mittente. L'auto gli è stata consegnata all'anteprima del Salone di Torino del 1994 ed è rimasta di sua proprietà per 25 anni, continuando ad acquisire valore nel tempo. 

L'auto di Dino è stata conservata ottimamente in condizioni di originalità ed è stata utilizzata solo per qualche uscita tra le colline dell'Altopiano di Asiago e per alcuni raduni di auto d'epoca. E proprio ad uno degli appuntamenti più sentiti dagli appassionati della Delta, l'evento "Amiki Miei" organizzato dal pluricampione del mondo Miki Biasion, la Lancia Delta HF Club Hi-Fidi Dino Tecchio ha ricevuto il primo premio come auto meglio conservata e più esclusiva della rassegna. Onorificenza che gli è valsa anche l'autografo di Biasion, che tutt'ora campeggia sul cofano della vettura.

Proprio in quell'occasione, Dino è venuto a conoscenza dei servizi di FCA Heritage e ha deciso di richiedere la Certificazione di Autenticità per attestare il valore della propria auto. Giunto alle Officine Classiche di Torino al volante della vettura per vivere un weekend culturale all'insegna della storia del Gruppo FCA, ha avuto modo di conoscere il dipartimento e il metodo di lavoro del team Heritage. Per Dino, la certificazione della Delta Integrale ha riportato alla mente le sensazioni provate sempre a Torino quel 19 aprile di 25 anni fa, il giorno in cui ritirò la propria vettura nuova al Lingotto, alla vigilia dell'apertura del salone dell'automobile.

La Delta Integrale non è l'unica auto d'epoca nel garage di casa Tecchio, ma è la prima a beneficiare dei servizi di FCA Heritage. Altre la seguiranno presto, perché Dino, prima di ripercorrere la strada di casa, ha salutato la squadra di tecnici e professionisti delle Officine Classiche con un "arrivederci" e la promessa di avvalersi nel prossimo futuro dei servizi di restauro per le altre vetture storiche Lancia che compongono la sua scuderia personale.

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