Fiat Panda 30: la capostipite del fenomeno

Storia di una piccola, grande utilitaria

Quarant’anni… e non sentirli. Dal 1980 la Panda, considerata insieme alla 500 l’utilitaria italiana per eccellenza, ha accompagnato giovani e famiglie nelle loro vite. Un ricordo indelebile, ma anche un’auto sempre più attuale che è ancora stabilmente leader nella sua categoria, con oltre 7,5 milioni di esemplari prodotti sino a oggi.


Il 29 febbraio 1980 Giovanni Agnelli presenta ufficialmente la Panda all’allora Presidente della Repubblica Italiana Sandro Pertini, che rimane stupefatto dalle forme e dalle dimensioni dell’auto, che offrivano spazio e comfort mai visti prima per un’utilitaria. Pochi giorni dopo, il 5 marzo, la vettura viene ufficialmente presentata alla stampa internazionale al Salone dell'Automobile di Ginevra

Evoluzione e sintesi delle gloriose Fiat 126 e 127, di cui eredita i motori, la Panda viene disegnata in un tempo record da Giorgetto Giugiaro, che concepisce una compatta berlina due volumi, due porte e portellone con motore e trazione anteriore. Semplice nello schema tecnico, ma votata alla funzionalità e alla grande abitabilità, la Panda sfrutta al massimo lo spazio disponibile: è compatta fuori ma grande dentro.

La Fiat Panda è caratterizzata dall’essenzialità del disegno, con grandi paraurti avvolgenti, alta fascia laterale protettiva e ampia superficie vetrata. I cristalli piani, anche il parabrezza, garantiscono grande luminosità all’abitacolo, essenziale ma estremamente funzionale, costruito con materiali semplici ma robusti, tutti completamente lavabili.

Il bicilindrico 903 cm3 da 30 cavalli raffreddato ad aria, evoluzione dello storico motore della 500 del 1957 poi utilizzato sulla 126, equipaggia la Panda 30 dedicata al mercato italiano. La si distingue dalla Panda 45, che invece monta il 4 cilindri 903 della 127, per la differente posizione asimmetrica della griglia metallica sulla calandra: sulla 30 le feritoie sono sul lato destro per fornire aria alla ventola del bicilindrico, mentre sulla 45 feritoie e radiatore dell'acqua sono sul lato sinistro.

In soli 3,38 metri la Panda offre spazio per cinque persone e grande versatilità nell’impiego degli spazi interni, come il divano posteriore che con sette posizioni differenti può persino diventare una piacevole amaca, una culla o un letto spazioso.


Sia il due sia il quattro cilindri sono accoppiati a un cambio manuale a quattro marce, le sospensioni anteriori sono indipendenti, con schema Mc Pherson e freni a disco. Il ponte posteriore è ad assale rigido, sospeso da balestre a doppia foglia con ammortizzatori idraulici e freni a tamburo. Particolarmente interessanti i consumi: a 90 km/ora la Panda 30 percorre 19 km con 1 litro e la Panda 45 oltre 17. La velocità massima è rispettivamente di oltre 115 km/ora e di circa 140 km/ora.

Nel giro di tre anni le Panda si arricchiscono negli allestimenti, con le versione “Super”, per la 45 arriva la 5° marcia, ma l’ulteriore enorme successo si deve all'avvento della versione 4x4, costruita in collaborazione con l’austriaca Steyr-Puch, che trasforma la versatile utilitaria torinese in una inarrestabile piccola e leggera fuoristrada, che diventa presto beniamina degli amanti della vita all’aperto e degli sport. Una inseparabile compagna non solo per chi vive in montagna.

Il crescente successo della longeva prima serie dura oltre vent’anni. Nel 2003 viene varata la seconda, cui farà seguito l’attuale terza serie che nasce nel 2012.

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