Abarth 1000 monoposto record 1965

Il centesimo record a 57 anni

La passione per la velocità spinge Carlo Abarth a mettersi ancora una volta al volante di una sua creatura per stabilire il centesimo record della Casa che porta il suo nome, sul circuito di Monza.


Carlo Abarth ha consolidato la propria fama di geniale elaboratore di automobili ed eclettico imprenditore e costruttore anche attraverso i molti record battuti delle sue "creature". Quasi sempre teatro delle imprese è l'autodromo di Monza che, disponendo ancora dell'anello dell'alta velocità, è perfetto per le lunghe percorrenze ad altissima velocità.

Conscio dell’importanza dell’aerodinamica, Abarth sviluppa le vetture in collaborazione con i migliori carrozzieri (ZagatoPininfarina e Bertone) per creare esemplari unici in grado di infrangere ogni record. Restano memorabili le filanti monoposto spinte dai propulsori di derivazione Fiat di 500, 750 e 1000 cc. 

Sono gli stessi dirigenti di Fiat a intuire quanto i record possano avere un effetto positivo sulle vendite, così spronano, anche finanziariamente, l'Abarth perché si impegni a batterne il più possibile. Ma oltre a essere un ottimo strumento di marketing, i record sono un vero proprio chiodo fisso di Carlo, un’irrefrenabile passione che lo spinge a scommettere anche con se stesso.

ABARTH 1000 MONOPOSTO RECORD CLASSE G 1965
ABARTH 1000 MONOPOSTO RECORD CLASSE G 1965
ENGINE
inline-4, mid-rear longitudinal, DOHC, 2 twin-choke carb., 982 cm³
POWER
105 HP @ 8.800 rpm
SPEED
225 km/h
WEIGHT
500 kg
DESIGN
Abarth
TYPE OF BODY
Formula

A 57 anni Carlo Abarth decide di vestire ancora i panni di pilota e scendere in pista con una monoposto a ruote scoperte per firmare due volte, come costruttore e come pilota, il 100° record di un'Abarth.


La nuova vettura - sviluppata interamente in Abarth - è una monoposto a ruote scoperte con un motore mille di cilindrata, derivata da quella impiegata in Formula 2 nella stagione sportiva 1964. Il bialbero all’elevato regime di 8.800 giri al minuto eroga 105 Cavalli. Solo 500 kg a secco e un piccolo serbatoio da 10 litri, quanto basta.

Per poter entrare fisicamente nell’abitacolo Carlo Abarth si sottopone a una ferrea dieta (che la leggenda racconta fosse basata esclusivamente sulle mele) e perde addirittura trenta chili; certamente, oltre a permettergli di entrare nell’abitacolo, la riduzione di peso concorre al miglioramento delle prestazioni della vettura, e quindi al raggiungimento del risultato.

Così l’abituale cirucito dell'Autodromo di Monza è teatro, il 20 ottobre 1965 dell’ennesima impresa. La Fiat Abarth 1000 Monoposto conquista due primati mondiali nella Classe G, stabilendo i record di accelerazione sul quarto di miglio (13"62) e sui 500 metri (15"38). Non pago del successo appena ottenuto, Carlo fa montare sulla monoposto un motore 2000 ed il giorno successivo stabilisce due nuovi record di accelerazione anche nella Classe E: quelli del quarto di miglio e dei 500 metri rispettivamente in 11"55 e 15"38.

Leggi le storie delle altre vetture esposte ad Automotoretrò a Torino ed a Rétromobile a Parigi:
FIAT 500 elaborazione Abarth record: Abarth riscatta la piccola Fiat;
Alfa Romeo 750 Competizione: L'Alfa un po' Abarth;
Lancia Trevi Bimotore: La 4x4 di Giorgio Pianta.

Rimani aggiornato sulle news, gli eventi, gli approfondimenti dal mondo Heritage.